34
Mi accorgo di aver dormito su un cuscino di mattoni.
Mi sveglio e accanto me un uomo che conosco bene.
Gli dico di andarsene, lui non se ne va’.
Gli urlo di andarsene, lui non se ne va’.
Mi alzo io.
Esco dalla stanza e mi ritrovo in una famiglia che non conosco, eppure tutto mi risulta familiare.
Mi soffermo in particolare ad osservare una vecchia, avrà più di novant’anni, ormai non riesce più a camminare bene, ma si ostina a fare i suoi quotidiani esercizi al pianoforte, e devo dire che suona in maniera divina.
Una donna di mezza età dai capelli rossi e corti e della corporatura massiccia cerca di convincere la vecchia a fare qualcosa. Parlano di un ospedale, devono andare, ma la vecchia è ferma sulle sue convinzioni di non muoversi, forse ha paura che altrove non potrà esercitarsi al pianoforte.
Alla fine di una lunga discussione la spunta la rossa e si preparano per il viaggio.
La vecchia é su una carrozzella trainata da un grosso cane nero.
Vedo questo strano veicolo correre per strade a più corsie.
Ma guarda! Il cane guida da paura, fa pure i sorpassi spericolati! Però devo dire che ai semafori si ferma.
Intanto la rossa è partita su un altro mezzo, non ricordo quale, so solo che ad un certo punto si ferma ad un edicola. Prende dei quotidiani e stende i fogli su una ringhiera a barre orizzontali che costeggia la strada. Su alcune delle pagine dei giornali invece del testo incolonnato ci sono grossi numeri: 34, 35…
Con questa operazione la donna riordina i numeri e dispone i doppioni uno sull’altro.
A questo punto la lascio, la ritrovo dopo.
La rossa ha preparato un pulpito improvvisato e tiene un comizio. Ha un fare battagliero, non ricordo l’argomento.
Mi guardo intorno, non c’è nessuno ad ascoltarla, lei continua a parlare, se non altro per principio.
Siamo nel grande cortile di un ospedale, sembra un cantiere, forse lavori di ampliamento (o distruzione).
Ruspe e pale meccaniche, la rossa che inveisce contro il nulla, la vecchia in carrozzella, un uomo insignificante e io.
Ho sete.
C’è una sabbia sottilissima che al minimo soffio di vento entra nei polmoni e in bocca.
Ho bisogno di acqua, ma la sabbia ha invaso tutto, argilla rossa mi investe e mi costringe a chiudere gli occhi.
Acqua.
Cerco di lavare alla meglio un bicchiere di plastica sporco di sabbia.
Una fontana, la sabbia è anche nell’acqua della fontana.
Bevo.
La sensazione si sete non si placa.
La donna ha concluso il suo discorso.
Mi avvicino e le chiedo:
- E i numeri? A cosa servono i fogli di giornale non i numeri?
- Li userò per incartare il pane da dare agli affamati.
(Cambio scena).
Interno notte.
Un gruppo di ragazzi e ragazze agli sgoccioli di una festa.
Un ragazzo pensa e dice:
- Perché i numeri e non le lettere?
Sulle prime silenzio, poi un ragazzo biondo da una poltrona rossa gli risponde:
- Come si scrive pane nella tua lingua? E nella mia?
Si interrompe per cantare alcuni versi della canzone in sottofondo. Tra le parole blue sky, non ricordo altre parti del testo.
- I numeri sono gli stessi in tutte le lingue.
Il ragazzo continua la sua canzone.
Mi sveglio e accanto me un uomo che conosco bene.
Gli dico di andarsene, lui non se ne va’.
Gli urlo di andarsene, lui non se ne va’.
Mi alzo io.
Esco dalla stanza e mi ritrovo in una famiglia che non conosco, eppure tutto mi risulta familiare.
Mi soffermo in particolare ad osservare una vecchia, avrà più di novant’anni, ormai non riesce più a camminare bene, ma si ostina a fare i suoi quotidiani esercizi al pianoforte, e devo dire che suona in maniera divina.
Una donna di mezza età dai capelli rossi e corti e della corporatura massiccia cerca di convincere la vecchia a fare qualcosa. Parlano di un ospedale, devono andare, ma la vecchia è ferma sulle sue convinzioni di non muoversi, forse ha paura che altrove non potrà esercitarsi al pianoforte.
Alla fine di una lunga discussione la spunta la rossa e si preparano per il viaggio.
La vecchia é su una carrozzella trainata da un grosso cane nero.
Vedo questo strano veicolo correre per strade a più corsie.
Ma guarda! Il cane guida da paura, fa pure i sorpassi spericolati! Però devo dire che ai semafori si ferma.
Intanto la rossa è partita su un altro mezzo, non ricordo quale, so solo che ad un certo punto si ferma ad un edicola. Prende dei quotidiani e stende i fogli su una ringhiera a barre orizzontali che costeggia la strada. Su alcune delle pagine dei giornali invece del testo incolonnato ci sono grossi numeri: 34, 35…
Con questa operazione la donna riordina i numeri e dispone i doppioni uno sull’altro.
A questo punto la lascio, la ritrovo dopo.
La rossa ha preparato un pulpito improvvisato e tiene un comizio. Ha un fare battagliero, non ricordo l’argomento.
Mi guardo intorno, non c’è nessuno ad ascoltarla, lei continua a parlare, se non altro per principio.
Siamo nel grande cortile di un ospedale, sembra un cantiere, forse lavori di ampliamento (o distruzione).
Ruspe e pale meccaniche, la rossa che inveisce contro il nulla, la vecchia in carrozzella, un uomo insignificante e io.
Ho sete.
C’è una sabbia sottilissima che al minimo soffio di vento entra nei polmoni e in bocca.
Ho bisogno di acqua, ma la sabbia ha invaso tutto, argilla rossa mi investe e mi costringe a chiudere gli occhi.
Acqua.
Cerco di lavare alla meglio un bicchiere di plastica sporco di sabbia.
Una fontana, la sabbia è anche nell’acqua della fontana.
Bevo.
La sensazione si sete non si placa.
La donna ha concluso il suo discorso.
Mi avvicino e le chiedo:
- E i numeri? A cosa servono i fogli di giornale non i numeri?
- Li userò per incartare il pane da dare agli affamati.
(Cambio scena).
Interno notte.
Un gruppo di ragazzi e ragazze agli sgoccioli di una festa.
Un ragazzo pensa e dice:
- Perché i numeri e non le lettere?
Sulle prime silenzio, poi un ragazzo biondo da una poltrona rossa gli risponde:
- Come si scrive pane nella tua lingua? E nella mia?
Si interrompe per cantare alcuni versi della canzone in sottofondo. Tra le parole blue sky, non ricordo altre parti del testo.
- I numeri sono gli stessi in tutte le lingue.
Il ragazzo continua la sua canzone.

2 Comments:
non dovrei mangiare peperoni prima di dormire
se avessi usato un cuscino di piume d'oca non ti saresti svegliata prima di aver finito di dormire....non avresti sognato un uomo con la barba mezza bianca e mezza nera...non avresti bevuto sabbia dalla fontana...e soprattutto un pacco di bicchieri di plastica da 100 costa solo un euro....
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