mercoledì, novembre 29, 2006

incontro nell'uliveto

Ho avuto un’età in cui leggevo qualsiasi cosa: dai trattati di psicanalisi ai libri di cucina.
Stavo leggendo un saggio sulla storia dell’olio di oliva quando, tra quelle pagine, mi sono imbattuta in una poesia di Garcia Lorca.
E’ stato per caso, è stato un momento, è stato qualcosa che non cercavo, mi sono innamorata, è stato come cadere.
Ho comprato una raccolta delle sue poesie.
Non ho mai finito di leggere quel libro, lo persi in un letto di ospedale.
Un incidente mortale, ma invece che morire sono viva.
Invece che morire ho dovuto imparare a guarire.
Non scelgo mai la strada più facile.
E’ difficile guarire, ma non sapevo quanto, altrimenti avrei scelto la strada più facile.
Quando devi guarire non puoi fare altro che guarire e perdi tutto il resto: l’amore, gli amici, il sorriso, la poesia.
Sul mio corpo non ci sono più cicatrici, ma la mia anima a volte sanguina ancora.
Per molto tempo ho dovuto rinunciare alla poesia e ora che posso riaprire il libro dei canti gitani e andalusi non so più leggerla la poesia.

Se qualcuno passa di qua, mi lasci un abbraccio, che oggi ho ricordato momenti tristi.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ti lascio un abbraccio..non tanto e non solo per i moemnti tristi..davvero tutti ne abbiamo di quei momenti che continuano a far male nella memoria ma..io te lo lascio per quello che hai scritto..il valore della poesia
tornare a sentirlo questo valore..

credo che per tutti arrivi un momento che ormai lontani i ricordi delle poesie imparate a scuola
scopriamo che dentro la nostra anima c'è una sete di altre parole che non siano quelle quotidiane consuete abusate
c'è una sete diversa in fondo ad ognuno di noi..di un diverso orizzonte, di uno sguardo dall'alto alle cose che ci capitano..di un volo dell'anima anche.

ti lascio un abbraccio e l'augurio che le poesie tornino ad abbracciarti..forte forte.

09 gennaio, 2007 21:48  

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