Aurelio
- Miriam, devo darti una brutta notizia.
- …!?
- Un’alluvione. Il fiume ha straripato. La casa di Leonardo è stata inondata. Lui sta bene. Danni risolvibili, ma Aurelio non ce l’ha fatta. L’acqua ha raggiunto i garage e ha sommerso tutto.
- No!
- Sì, purtroppo.
- Ma… Aurelio! Non si può provare ad aggiustarlo? magari se si rimettono insieme i pezzi!
- No, è andato, completamente spappolato.
Alla conversazione era presente una ragazza, si stava spaventando, allora le ho spiegato.
Aurelio era un elefante di pezza, lo regalai a Leonardo e lui lo teneva sul cruscotto dell’auto assieme ad altri.
Se pensi a Leonardo non puoi fare a meno di regalargli un pupazzo di pezza, così ne aveva l’auto piena, ma Aurelio, da semplice componente del gruppo diventò in breve la star assoluta.
Non era il più bello, niente di che: una posa impettita, lo sguardo rincoglionito…
Il segreto del suo successo era il nome. Da un elefante non te lo aspetti un nome così: lo rendeva un personaggio.
Quando Leonardo veniva a prendere me e le ragazze il primo pensiero appena salite in macchina era di salutare Aurelio, anche prima di Leonardo. E quante stronzate!
Un manipolo di matti!
Prima che diventasse mio amico, sentivo spesso parlare di Leonardo, compagno di studi di una mia cara amica.
Di lui sapevo che rastrella i gatti del suo giardino.
Dovevo conoscerlo.
Ora lo conosco bene.
Quando mi telefona ha una voce inquietante, sembra provenire dall’oltretomba.
E’ da un po’ che non lo sento, sarà impegnato.
Ma come, lui, il re del “come vogliamo perdere il tempo oggi?”
- …!?
- Un’alluvione. Il fiume ha straripato. La casa di Leonardo è stata inondata. Lui sta bene. Danni risolvibili, ma Aurelio non ce l’ha fatta. L’acqua ha raggiunto i garage e ha sommerso tutto.
- No!
- Sì, purtroppo.
- Ma… Aurelio! Non si può provare ad aggiustarlo? magari se si rimettono insieme i pezzi!
- No, è andato, completamente spappolato.
Alla conversazione era presente una ragazza, si stava spaventando, allora le ho spiegato.
Aurelio era un elefante di pezza, lo regalai a Leonardo e lui lo teneva sul cruscotto dell’auto assieme ad altri.
Se pensi a Leonardo non puoi fare a meno di regalargli un pupazzo di pezza, così ne aveva l’auto piena, ma Aurelio, da semplice componente del gruppo diventò in breve la star assoluta.
Non era il più bello, niente di che: una posa impettita, lo sguardo rincoglionito…
Il segreto del suo successo era il nome. Da un elefante non te lo aspetti un nome così: lo rendeva un personaggio.
Quando Leonardo veniva a prendere me e le ragazze il primo pensiero appena salite in macchina era di salutare Aurelio, anche prima di Leonardo. E quante stronzate!
Un manipolo di matti!
Prima che diventasse mio amico, sentivo spesso parlare di Leonardo, compagno di studi di una mia cara amica.
Di lui sapevo che rastrella i gatti del suo giardino.
Dovevo conoscerlo.
Ora lo conosco bene.
Quando mi telefona ha una voce inquietante, sembra provenire dall’oltretomba.
E’ da un po’ che non lo sento, sarà impegnato.
Ma come, lui, il re del “come vogliamo perdere il tempo oggi?”

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