martedì, dicembre 19, 2006

sogni a lunga conservazione

Sto costruendo una casa di carta per un uomo che non la abiterà mai, di lui conosco solo gli occhi e poco poco le risate. Il nome no, lo confondo con mille altri, ma è lo stesso che leggo sullo schermo di un teatro.
Il bosco di betulle che avevo sulla parete della mia stanza l’ho cancellato per fare spazio a nuovi sogni.
Porto le tazze in equilibrio, rispondo a citofono, spengo la musica e scopro che i problemi di idraulica non si risolvono con il nastro adesivo.
Faccio le prove con i tacchi a spillo e sorrido allo specchio perché vorrei sorridere a te.
Dove mi porti stasera? Ti aspetto per le nove.