domenica, gennaio 21, 2007

e tutti pensarono dietro ai cappelli

Indosso un abito di stoffa fiorita, molto corto e aderente, l’aria è calda e in testa un cappello di paglia.
Mi sdraio su un muro inclinato ai confini di un giardino, tolgo il cappello e resto al sole.
Arriva un ragazzo con l’aria distratta.
Lo saluto distrattamente, quasi senza guardare.
Saluto anche gli altri ragazzi che passano di lì.
Uno si ferma, si avvicina sicuro, mi dice qualcosa, ora in modo impacciato indica il mio cappello.
Io guardo lui, incuriosita.
Non dico nulla.
Mi alzo, prendo il cappello, sono davanti a lui, lo guardo da vicino, gli lascio il cappello ben piantato in testa.
Lui mi abbraccia.
Ora lo abbraccio io, di più.

Stanno andando tutti in città.
Mi invitano a seguirli.
Io preferisco di no, resto al sole.
Mi pento, ma ormai sono andati via.
Voglio andare in città, ma non conosco la strada.
Accendo il portatile e cerco in rete una mappa stradale.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ma hai una industria di peperoni sotto il tuo appartamento?

:o) :o) ..Dai che scherzo..
però queste visioni,
questi sogni mi tentano..
guarda che se tolgo l'ancora da questo nostro pianeta
poi non so chi mi viene a riprendere
laggiù a galleggiare nel cielo dei sogni!

buon inizio di settimana!

22 gennaio, 2007 14:04  
Blogger Miriam said...

Eh!
Ci vado giù strano con i sogni.
La cosa che mi sorprende di più è la quantità di dettagli che ricordo.
Chissà se vuol dire qualcosa...

E tu, Carlo, cosa sogni?

24 gennaio, 2007 16:07  

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