giovedì, novembre 16, 2006

sesso

Ho intuito abbastanza presto il gioco di incastri, l’ho compreso osservando viti e bulloni, che in gergo si dicono anche maschi e femmine.
Quello che non capivo dalla mia prospettiva di bambina era il motivo, ma infondo la faccenda aveva un’importanza relativa a quell’età: poco più di una sorpresa kinder, molto meno di un cartone animato.
Ho ricominciato a riflettere sull’argomento verso i nove anni.
Guardavo in tv “Il nome della rosa” e lì ho visto la mia prima scena di sesso, o almeno la prima che abbia avuto un significato.
C’è il protagonista, un novizio, che, per caso, nelle cucine dell’abbazia, incontra una giovane contadina e lì lui scopre il sesso.
Forse il fascino del proibito, forse il fatto che tutto era accaduto per caso, forse la cucina… era emozionata.
Provavo qualcosa che non avevo mai provato prima, come un calore, come un battito nella regione inguinale, come se il cuore si fosse spostato.
Cominciavo a capire cosa spingesse verso questo mondo misterioso e ormai coinvolgente, ma mi mancavano ancora molti dettagli e qualche significato.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

i dettagli sono e rimangono solo dettagli,i significati ricercali nel tuo cuore.

29 novembre, 2006 11:48  

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