ci vediamo sotto Manù
Siamo tutti un po’ in partenza. A gennaio avremo meno occasioni per vederci, così io e mie vecchi amici facciamo i nottambuli per la città.
Dai gradini del Duomo, ai tavolini di un bar, ancora seduti sui gradini dell’ex pretura e una bottiglia di vino.
Parliamo di noi e di film di guerra, ma io e O. vogliamo un film di Ocelìn.
A. si sente un po’ agitato, chiede un consiglio alla cameriera: qualcosa che lo faccia rilassare. Lei gli propone del rhum. A. è titubante, non è quello che aveva in mente, ma non dice.
“Gli porti una camomilla!” faccio io sbrigativa. “Allora che film vediamo domani?”
Troppe proposte.
Ci inoltriamo in altri discorsi e P. ci parla delle sue traduzioni della poesia araba a della sonorità delle lingue: sono affascinata.
Un altro po’ di vino e degeneriamo a parlare di astrologia e dell’uomo-toro, ma forse è mitologia o solo allusioni erotiche.
Io sostengo che il toro va bene con tutto, P. promuove il sagittario: l’animale, l’uomo e il cielo nella meta della freccia (wow!).
Ci chiediamo se è meglio un’avventura con uno sconosciuto o con un amico.
O. preferisce il primo, F. non so, stasera è più silenziosa del solito, A. e D. sono distratti.
Io e P. siamo d’accordo sull’amico. Abbiamo tesi molto interessanti a riguardo.
Io e P. siamo d’accordo su troppe cose stasera, mi preoccupo, poi sta così bene con quel cappotto a doppio petto modello lupo di mare!
Ma va’, che sto pensando!
Intanto però gli osservo i grossi bottoni con l’ancora e lui mi racconta la storia del cappotto marinaro, l’ha comprato il mese scorso a Venezia da un tipo che…
Ancora un po’ in giro per la città, anche solo per cantare le canzoni di Natale a squarciagola sotto il rimbombo dei porticati.
Restiamo insieme stanotte.
A gennaio O. va a Tautavelle, in Francia, torna solo a febbraio per restare un mese a Roma.
A è a Napoli (‘o munn se move!) .
F. è impegnata con il tirocinio all’asl e il lavoro con i bambini, D. con l’università.
P. tra l’arabo e il tedesco è sempre in viaggio, fino a maggio resta in Germania a 100 km da Berlino.
Per ora ci salutiamo, ma al ritorno appuntamento sotto Manù, come ai tempi del liceo, anche se adesso Manù non c’è più, al suo posto un’ottica.
Ma sai che ti dico: meglio così!
Adesso Manù è un luogo segreto, solo noi sappiamo dov’è.
Allora siamo d’accordo, sotto Manù per le nove (ma tanto lo so che c’è da aspettare fino alle dieci e D. è sempre l’ultimo ad arrivare).
Dai gradini del Duomo, ai tavolini di un bar, ancora seduti sui gradini dell’ex pretura e una bottiglia di vino.
Parliamo di noi e di film di guerra, ma io e O. vogliamo un film di Ocelìn.
A. si sente un po’ agitato, chiede un consiglio alla cameriera: qualcosa che lo faccia rilassare. Lei gli propone del rhum. A. è titubante, non è quello che aveva in mente, ma non dice.
“Gli porti una camomilla!” faccio io sbrigativa. “Allora che film vediamo domani?”
Troppe proposte.
Ci inoltriamo in altri discorsi e P. ci parla delle sue traduzioni della poesia araba a della sonorità delle lingue: sono affascinata.
Un altro po’ di vino e degeneriamo a parlare di astrologia e dell’uomo-toro, ma forse è mitologia o solo allusioni erotiche.
Io sostengo che il toro va bene con tutto, P. promuove il sagittario: l’animale, l’uomo e il cielo nella meta della freccia (wow!).
Ci chiediamo se è meglio un’avventura con uno sconosciuto o con un amico.
O. preferisce il primo, F. non so, stasera è più silenziosa del solito, A. e D. sono distratti.
Io e P. siamo d’accordo sull’amico. Abbiamo tesi molto interessanti a riguardo.
Io e P. siamo d’accordo su troppe cose stasera, mi preoccupo, poi sta così bene con quel cappotto a doppio petto modello lupo di mare!
Ma va’, che sto pensando!
Intanto però gli osservo i grossi bottoni con l’ancora e lui mi racconta la storia del cappotto marinaro, l’ha comprato il mese scorso a Venezia da un tipo che…
Ancora un po’ in giro per la città, anche solo per cantare le canzoni di Natale a squarciagola sotto il rimbombo dei porticati.
Restiamo insieme stanotte.
A gennaio O. va a Tautavelle, in Francia, torna solo a febbraio per restare un mese a Roma.
A è a Napoli (‘o munn se move!) .
F. è impegnata con il tirocinio all’asl e il lavoro con i bambini, D. con l’università.
P. tra l’arabo e il tedesco è sempre in viaggio, fino a maggio resta in Germania a 100 km da Berlino.
Per ora ci salutiamo, ma al ritorno appuntamento sotto Manù, come ai tempi del liceo, anche se adesso Manù non c’è più, al suo posto un’ottica.
Ma sai che ti dico: meglio così!
Adesso Manù è un luogo segreto, solo noi sappiamo dov’è.
Allora siamo d’accordo, sotto Manù per le nove (ma tanto lo so che c’è da aspettare fino alle dieci e D. è sempre l’ultimo ad arrivare).

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